VALENTINA TAFFERINI – TALENTO E BELLEZZA

VALENTINA TAFFERINI – TALENTO E BELLEZZA

Com’era la tua vita prima della quarantena?
Ho sempre vissuto per il mio lavoro e prima dello scoppio di questa pandemia mi trovavo con il mio show a Mumbai, sono rientrata in Italia a metà febbraio, sarei poi dovuta andare in Olanda ed Inghilterra… e invece.

Cosa ti manca di più?
Mi manca l’adrenalina da palco, viaggiare e i bei momenti con le mie amiche.

Come stai passando queste giornate?
Le mie giornate in quarantena le sto passando serenamente, mi piace cucinare (i primi in particolare), creare costumi nuovi e coccolare il mio cane.

Cosa farai appena si potrà uscire?
Appena si potrà , vorrei fare una bella cena con tutti i miei amici.

Cosa ti ha insegnato questa esperienza?
A non rimandare di troppo quello che si può fare nell’immediato.

Gli artisti sotto stress hanno sempre nuove idee, è capitato anche a te?
Per me questo è stato un buon periodo creativo proprio perché sono a casa in relax.

Un messaggio ai nostri lettori?
Non finite questa quarantena senza aver imparato qualcosa che non sapevate fare prima!

Un messaggio per i tuoi colleghi?
Usate questo periodo per creare qualcosa di nuovo, qualcosa che faccia la differenza per quando torneremo sul nostro caro palco.

BUONI POSTALI FRUTTIFERI – SERIE AA e 18 MESI: COSA SI PUÒ FARE?

BUONI POSTALI FRUTTIFERI – SERIE AA e 18 MESI: COSA SI PUÒ FARE?

Sono tantissime le richieste che riceviamo da parte di beneficiari di Buoni Fruttiferi Postali delle serie a termine AA e delle Serie a 18 mesi che si accorgono di essere in possesso di titoli il cui diritto all’incasso è prescritto. Purtroppo la questione è giuridica ed è dipesa dall’abrogazione della norma che prevedeva l’indicazione sui buoni fruttiferi postali dei rendimento e della scadenza dei Buoni stessi. In sostanza un disastro provocato dalla Stato. Il decreto del ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica disciplinante le “Condizioni generali di emissione di buoni postali fruttiferi ed emissione di due nuove serie di buoni” che istituì le nuove serie di BFP AA e a 18 mesi, abrogò infatti, anche il Decreto 8 ottobre 1998 del segretario generale delle comunicazioni di concerto con il direttore generale del tesoro recante “Caratteristiche tecniche dei buoni postali fruttiferi in euro” limitatamente all’art. 3, comma 2, seconda parte, dalle parole “All’atto di emissione del buono ….” alle parole “… ed il periodo di prescrizione”.

Cosa fare allora?

Qui si aprono due strade, la prima è relativa ai casi in cui i buoni fruttiferi della Seria AA e delle serie a 18 mesi non recano alcuna dicitura sul retro in merito alla serie, ai rendimenti e al periodo di prescrizione. In questi casi l’Arbitro Bancario Finanziario, tramite il proprio Collegio di Coordinamento, ha sancito dei requisiti molto stringenti per il rimborso: “La mancata consegna al sottoscrittore al momento dell’acquisto dei buoni del Foglio Informativo non impedisce all’intermediario di eccepire, allorché ne venga richiesto il pagamento, l’intervenuta prescrizione. Resta salva la possibilità, in presenza di idonea domanda e ricorrendone le necessarie con dizioni, di stigmatizzare l’omissione dell’intermediario sotto il profilo della responsabilità precontrattuale e/o dell’inadempimento, valorizzando la mancanza di trasparenza e l’inottemperanza al dovere di informazione e ponendo ciò a confronto con l’indubbia negligenza dell’investitore”. Occorre di conseguenza impostare correttamente il reclamo ed il successivo ricorso, altrimenti è opportuno rivolgersi ad un Giudice e non all’Abf.

La seconda strada è quella che si apre per i sottoscrittori dei buoni della serie AA e del- le Serie a 18 mesi che sono stati stampati secondo le indicazioni del primo Decreto Ministeriale, poi abrogato. Nelle Agenzie postali si sono usati fino ad esaurimento delle scorte, e l’indicazione “I rendimenti sono riportati sul bollo apposto sul presente buono” rappresenta un notevole punto a favore. Secondo la sentenza di Cassazione a Sezioni Unite 15/06/2007, n. 13979, il collocamento dei buoni dà luogo alla conclusione di un accordo negoziale tra emittente e sottoscrittore e, nell’ambito di detto accordo, l’intermediario propone al cliente e quest’ultimo accetta di porre in essere un’operazione finanziaria caratterizzata dalle condizioni espressamente indicate sul retro dei buoni oggetto di collocamento, i quali vengono compilati, firmati, bollati e consegnati al sottoscrittore dall’ufficio emittente. In poche parole, viene sancito il principio secondo cui vale ciò che è riportato dalle condizioni presenti sul Buoni Fruttifero, e niente altro. Quell’indicazione “I rendimenti sono riportati sul bollo apposto sul presente buono” risulta fuorviante per il portatore il quale senza l’indicazione dei rendimenti non è messo un grado di conoscere la scadenza, e senza la scadenza non può essere consapevole del termine entro il quale incassare i Buoni per evitare la prescrizione del proprio diritto.

Per tali Buoni, quindi, vedia- mo maggiori possibilità di riuscita. Per approfondimenti sul tema invitiamo alla lettura dell’articolo di Anna D’Antuono sul sito www.Aduc.it da cui è tratto il presente articolo.

Roberto Cappiello

CURA ITALIA POTENZIATI – GLI INCENTIVI PER CHI INVESTE IN PUBBLICITÀ

CURA ITALIA POTENZIATI – GLI INCENTIVI PER CHI INVESTE IN PUBBLICITÀ

Il credito di imposta sale al 30% di tutto l’investimento in advertising e lo sgravio non si applica più alla sola quota incrementale rispetto o all’anno precedente.

Tra gli strumenti che il Governo ha già messo in campo per fronteggiare l’emergenza economica legata alla pandemia in atto, c’è anche un potenziamento degli sgravi per chi investe in pubblicità. La novità è nel dl 17 marzo 2020 n.18, “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19“, meglio noto come “Cura Italia“.

Il comma 1 dell’articolo 98 aggiunge infatti un nuovo comma 1-ter all’articolo 57-bis del Dl n. 50/2017: con l’obiettivo di contrastare la crisi degli investimenti pubblicitari, in considerevole calo a causa dell’emergenza sanitaria e della conseguente chiusura delle attività commerciali, per il 2020 viene introdotto un regime straordinario di accesso al credito d’imposta spettante a imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche online e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

In particolare, rispetto alla norma vigente, viene previsto che il bonus – utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 – sia riconosciuto, nel limite massimo di spesa stabilito con Dpcm, nella misura del 30% del valore di tutti gli investimenti effettuati e non già – come previsto dalla norma vigente – entro il tetto del 75% dei soli investimenti incrementali rispetto all’anno precedente, in ogni caso nel rispetto delle regole europee sugli aiuti de minimis (al massimo, 200mila euro di aiuti nell’arco di tre anni).

Per l’anno 2020, l’istanza telematica di ammissione al beneficio potrà essere presentata, secondo le modalità stabilite dall’articolo 5 del regolamento adottato con Dpcm n. 90/2018, nel periodo compreso tra il 1° e il 30 settembre, quindi con un extra-time di sei mesi rispetto all’ordinaria finestra temporale fissata dal 1° al 31 marzo. In ogni caso, le comunicazioni trasmesse a marzo saranno considerate valide.

VIRUS ED ECONOMIA: QUALI ANTICORPI?

VIRUS ED ECONOMIA: QUALI ANTICORPI?

Proseguono senza sosta i disagi creati dal nuovo Coronavirus, non solo in ambito sanitario e sociale, ma anche in quello economico. A pagare il prezzo più alto sono i piccoli commercianti e le pmi, ma anche le aziende, ahimè, meno strutturate. Sono tante le ricette economiche portate avanti dalle associazioni di categoria, tra cui UnionAlimentari Brescia, che per mezzo del suo Presidente, Paolo Uberti, ha raccolto le istanze di quanti ogni giorno faticano sempre più ad andare avanti.

Patron di Trismoka, Uberti ha iniziato a collaborare nell’attività di famiglia sin dai primi anni novanta, partendo dal basso, perché la conoscenza dell’attività a trecentosessanta gradi è alla base del successo. Presente nel mercato nazionale ed estero, Trismoka è una realtà leader nel settore, con un’attenzione particolare alla qualità del prodotto ed alla formazione della professionalità degli addetti al settore, sempre nel rispetto dell’ambiente.

Presidente, fresco di nomina ha immediatamente dovuto mettere mano a situazioni emergenziali…
«Diciamo che sono capitato in un periodo non semplice. Subito dopo la mia elezione di metà dicembre, è scoccata la preoccupazione tra gli imprenditori e i commercianti per i casi di meningite che hanno colpito il basso Sebino. Per fortuna zero danni. Il guaio è arrivato poco più di un mese dopo, quando l’emergenza Covid-19 ha spinto il Governo ad un lockdown generale. Le aziende stanno soffrendo, ed è proprio qui che noi giochiamo un ruolo cruciale per l’economia della nostra provincia».

Di cosa si occupa precisamente UnionAlimentari?
«Siamo incentrati sulla tutela della produzione alimentare a trecentosessanta gradi, con un lavoro volto all’ascolto delle istanze e alla presa in carico delle stesse le quali, poi, sottoponiamo ai vari livelli istituzionali in base alla competenza».

Ad oggi la produzione alimentare sembra non abbia subito la crisi. È l’unico comparto che lavora…
«Certamente il comparto alimentare è anticiclico, e tutte le aziende che lavorano con la GDO (Grande Distribuzione Organizzata, ndr), o con le botteghe di quartiere, sono protette e stanno vivendo una situazione florida, tant’è che non sono state fatte chiudere per legge. Tuttavia ci sono altrettante industrie alimentari che della qualità del prodotto ne hanno fatto una ragione, e, lavorando direttamente con la filiera dell’HoReCa, la crisi la stanno subendo essendo da molti mesi con fatturato a zero. Per questo è necessario fare un distinguo anche in vista di aiuti, e non generalizzare sull’industria alimentare».

Dunque, come risolvere questo gap?
«Non basta una mera suddivisione in base al codice Ateco. Occorre prendere in considerazione i fatturati dei comparti, all’interno degli stessi codici Ateco».

Appurata la diminuzione del fatturato a causa della crisi, quali aiuti ritiene più efficaci?
«L’imprenditore bresciano non va alla ricerca di contributi e non è abituato a chiedere la carità. Oggi, però, per continuare a portare avanti il sogno e il lavoro esercitato in tanti anni di sacrificio, necessita di un aiuto concreto. Noi lo abbiamo individuato nella concessione di un contributo a fondo perduto differenziato, in relazione alla diminuzione del fatturato, da usare in azienda a discrezione del titolare, con soli due vincoli: l’impegno a mantenere aperta l’attività, ovvero a mantenere tutte le risorse umane in essa impiegate».

Il Governo, ad oggi, ha previsto dei finanziamenti a tassi agevolati…
«La forma del finanziamento credo non sia sufficiente. Nessun imprenditore vuole portare avanti la propria attività indebitandosi, senza colpa né merito».

Prima di salutarci, vuole lanciare un appello?
«Come Apindustria, di cui UnionAlimentari fa parte, ci siamo dati un obiettivo di responsabilità, lanciando l’appello “paga il fornitore”. Rispettare il più possibile gli im- pegni significa contribuire a far star bene l’intero settore. Infine, il mio auspicio è che le aziende alimentari bresciane che vogliano partecipare al miglioramento di tutto il comparto, mi contattino. Io sono più che disposto a coinvolgere tutti, il più possibile. Perché più siamo e meglio riusciamo a dare la giusta autorevolezza alla risoluzione dei problemi».

Stefano Bertazzoni

RIMETTERSI IN FORMA?

RIMETTERSI IN FORMA?

I 5 CONSIGLI POST LOCKDOWN

Il Coronavirus ha imposto a tutta la popolazione scelte di responsabilità, riducendo inevitabilmente la quantità di esercizio fisico svolto ed – ahimè per le nostre curve – aumentando la sedentarietà. È importante riattivarsi progressivamente ad un corretto stile di vita.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE FISIOLOGICHE DELLA RIDOTTA ATTIVITÀ FISICA?

La riduzione della quantità quotidiana di attività fisica (detraining) comporta una perdita parziale degli adattamenti fisiologici indotti dall’esercizio fisico. La capacità di svolgere attività aerobiche si riduce già dopo 2 settimane di inattività, come conseguenza di una riduzione della capacità del cuore di spingere il sangue verso i tessuti periferici. Nello stesso modo, il detraining causa alterazioni sia nella struttura che nella funzionalità del muscolo: la forza e la potenza muscolare sono tutte influenzate negativamente da periodi più o meno lunghi di detraining, fino a portare il mu- scolo a non disporre più delle sue caratteristiche funzionali e strutturali se l’inattività è prolungata.

QUALI RACCOMANDAZIONI PER LA RIPRESA DELL’ATTIVITÀ FISICA?

Nell’ideazione e nello svolgimento delle sessioni di esercizio fisico sarà quindi importante attenersi a determinate indicazioni: in particolare – assistiti o meno da un personal trainer – ecco le 5 regole fondamentali per una corretta ripartenza.

#GRADUALITÀ. È fondamentale rispettare un concetto di gradualità nella ripresa. Una ripresa dell’attività fisica aumentando sia volume che intensità, ma senza modulare al meglio i tempi di recupero, potrebbe comportare eccessiva stanchezza o, in alcuni casi, causare infortuni muscolari. Il “ricondizionamento fisico” dovrebbe prevedere un programma di allenamento contenente esercizi posturali, di stretching, di corestability e di equilibrio. Raggiunti questi obiettivi di base, sarebbe consigliato introdurre esercizi per l’aumento del tono muscolare e, contemporaneamente un programma di attività di resistenza per migliorare la capacità aerobica.

#QUANTITÀ. Il suggerimento è quello di mantenere uno stile di vita attivo dedicando almeno 30-45 minuti – almeno 3 volte a settimana – alla pratica di attività per permettere il mantenimento di un buono stato di salute.

#INTENSITÀ. Per le attività di tipo aerobico consiglio un’attività a intensità moderata per la maggior parte della settimana, con una parte delle singole sedute svolta ad intensità più alta. La scelta ideale dovrebbe quindi essere quella di svolgere attività di intensità moderata, con frequenza cardiaca intorno al 60-70% della massima frequenza cardiaca teorica (generalmente calcolata con la formula: FCmax = 208 – 0.7 X età). Se non si può monitorare la frequenza cardiaca durante l’esercizio, ci si può basare sul livello di fatica percepito, cercando di gestire l’intensità tra leggero e moderatamente intenso (si percepisce lo sforzo impegnativo ma sono in grado di parlare mentre faccio esercizio).

#FREQUENZA. Consiglio di praticare esercizio fisico nella maggior parte dei giorni della settimana (almeno 3 volte), associando attività aerobiche di moderata intensità in combinazione con esercizi di rafforzamento muscolare e flessibilità almeno due volte a settimana.

#MODALITÀ. Il programma di attività fisica dovrebbe comprendere sia attività per la tonificazione muscolare sia attività aerobica. Per il mantenimento del tono muscolare si possono usare piccoli pesi e/o elastici. Nel caso non fossero a disposizione, si possono praticare esercizi a corpo libero (ad es. piegamenti e flessioni) o sostituire i pesi con oggetti di uso quotidiano (ad es. bottiglie d’acqua, libri, ecc.). Per le attività aerobiche, si può marciare sul posto, saltare la corda o utilizzare le scale. Le varie fasi di esercizio o i diversi esercizi possono essere intervallati da fasi di riposo che, con il migliorare delle condizioni fisiche, possono ridursi di durata. Prima dell’inizio dell’attività fisica dedicate 5 minuti allo stretching ed altrettanto dedicare gli ultimi 5 minuti ad una fase di defaticamento con esercizi di stretching.

Provate a seguire i miei consigli e ditemi cosa ne pensate con l’augurio di una buona ripresa degli allenamenti e ricordandoci che l’attività fisica fa bene al corpo ma anche alla mente e tutti sappiamo quanto in questo momento ne abbiamo bisogno!
Stay safe.

Info & Credits: Roberta Colico
PH: 338 4410804
FB: @Glutei UP/@Glutei UP Fitness
IG: @_gluteiup_fit
WEB: www.menssanagluteiup.it

di Roberta Colico

poesia – LA FARFALLA

LA FARFALLA
di Tuly Sigalini

Tutto in te era meraviglia…
Mentre gli altri si affaccendavano,
tu ti impegnavi ad ammirare il cielo.
Sugli alberi fioriva primavera
e tu ne rispecchiavi il guardo.
Ti adornavi di grappoli e bocciuoli
e così vestita, seppur disarmata,
uscivi in mezzo alle tempeste.
Qualcuno diceva che eri strana,
così circondato dalla bruttezza
da non vedere il tuo combatterla.
Parlavi ai sordi sperando di entrarci.
Disegnavi per i ciechi convinta di colorarli.
Cantavi per i muti sognando di intonarli.
E quando veniva sera ti posavi, stanca,
ma non c’era riposo per chi, come te,
voleva risolvere con le equazioni dei sogni
ciò che ti sembrava sbagliato, superficiale,
così lasciavi tutto in sospeso per il domani.
E così ogni giorno, in ogni stagione,
mai stanca eppur così vulnerabile
da far pensare che un colpo di vento
avrebbe potuto spezzare le tue ali,
lasciando così il mondo un po’ più solo.
Tutto in te era meraviglia…

***

GRUPPO RIGSAVE

GRUPPO RIGSAVE

LA FINTECH IL GRUPPO RIGSAVE PREPARA AUMENTO DI CAPITALE E CAMPAGNA DI CROWDFUNDING, E LANCIA LA APP ICASHLY.
LA HOLDING IN BORSA A FINE 2021

Fine 2021, questa la data limite entro la quale Rigsave spa, la neonata holding del gruppo a cui fanno capo l’asset manager maltese Rigsave Capital Ltd, la sicav lussemburghese Rigsave sicav sa, il Rigsave Absolute Alpha Fund (RAAF) e Rigsave Tech srl, vuole sbarcare in borsa, con un’apertura di due sedi pure in Italia (Milano e Torino) nel secondo trimestre 2021.

Rigsave spa fa capo a Salvatore Gervasi, Michele Basilicata e Giovanni Gervasi, e ha già raccolto oltre 1,5 milioni di euro da 120 azionisti, tramite network personale. A oggi tutto il gruppo vanta 16 collaboratori, tra impiegati e collaboratori esterni, e prevede l’assunzione di altre 30 figure tra commerciali e operative nei prossimi due anni.

Tra le novità del gruppo vi è il lancio di una app alla quale Rigsave Tech, fondata nell’aprile 2019, sta lavorando: iCashly, la nuova app di gestione delle finanze personali rivolta alla clientela bancaria. Il lancio dell’app sarà finanziato tramite un aumento di capitale, che sarà sottoscritto dalla controllante Rigsave spa, e tramite una campagna di equità crowdfunding, finalizzata prevalentemente a far conoscere la fintech e la sua app, che sarà lanciata una volta siglata la partnership con una banca. Attualmente RigSave Tech è impegnata in trattative con tre diverse banche, al fine di trovare un partner che fornisca servizi di pagamento.

L’app permetterà di effettuare gestione delle finanze personali e usufruire dei servizi di investimento di Rigsave Capital. Servizi e prodotti sono erogati tramite sistemi di machine learning e AI, con lo scopo di semplificare al massimo l’approccio alla finanza del cliente finale. La app è in fase di prototipazione ma è stata già lanciata una demo a scopo illustrativo. Tra i vantaggi, l’azzeramento dei costi di distribuzione e collocamento dei prodotti, cui potranno accedere non solo gli HNWI, ma anche i clienti affluent e retail.

Rigsave Capital Ltd, con sede a Malta, è una società di gestione del risparmio, autorizzata dalla Malta Financial Services Authority (MFSA) e in regime di libera prestazione dei servizi da Banca d’Italia e da altre sette autorità di vigilanza sugli intermediari finanziari in Lussemburgo, Germania, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi e Francia. Rigsave Capital offre servizi di asset management personalizzati, con focus sulla strutturazione di prodotti finanziari cuciti ad hoc sulle esigenze della clientela individuale e professionale. In particolare, è general partner del fondo Raaf (acronimo di Rigsave Absolute Alpha Fund), un fondo di investimento chiuso, costituito sotto forma di Special Limited Partnership e gestito da Rigsave Capital sàrl, nel quale sono stati versati i capitali raccolti con un’emissione obbligazionaria dell’spv di cartolarizzazione Pareto Securities sàrl, costituito nel 2017. L’emissione in questione è un performance linked bond da 250 milioni di euro a scadenza settembre 2024, che è stato quotato alla Borsa di Vienna nel settembre 2019. Ogni mese, se il NAV del fondo segna una performance positiva, questa, attraverso una cedola, viene distribuita per il 70% ai bondholder e per il 30% ai soci di Rigsave spa.

Corso Giuseppe Zanardelli, 38 Brescia BS
Telefono: 030 375 6520
Web: www.rigsavecapital.com

DUE CHIACCHIERE CON GABRIELE PARPIGLIA

DUE CHIACCHIERE CON GABRIELE PARPIGLIA

Lo conoscono praticamente tutti: è il giornalista dei Vip, ma non credo che questa definizione ne definisca la ricchezza umana e la profondità professionale. Io che ho avuto la fortuna di incrociare, seppur brevemente, la sua vita credo che dietro a quello sguardo quasi sempre sospeso e pensoso ci sia un mare in tempesta, un prato di quel verde tipico delle giornate coperte di nubi che trasformano le sfumature di colore, una promessa che ancora non si è palesata, ma che Gabry continua con forza e con fiducia ad aspettare.

Se qualcuno gli chiedesse di definirsi, lui risponderebbe: “Un ragazzo che ha toccato diverse sfumature nella vita, tra dolore (tanto) e gioie (poche) e oggi si definisce: simpatico, malinconico e fedele nei con- fronti di chi gli mostra AMORE sotto ogni sua forma”. Se qualcuno lo chiedesse a me direi: “un uomo intelligente che ancora cerca il senso profondo della felicità”.

In questi mesi di pandemia è stato encomiabile il tuo impegno per dare informazioni sul Coronavirus. Cosa ti ha spinto a farlo?
La depressione: all’inizio di questa vicenda mi sono ritrovato solo. Le prime sere ho pianto. Poi mi sono chiesto con cosa, o meglio che cosa, mi avrebbe potuto far compagnia: il lavoro. Da quel momento non mi sono mai fermato. In questa quarantena ho imparato più cose che in quarantuno anni di vita piena.

Questa tremenda esperienza cosa ti ha insegnato? Cosa ti ha lasciato? Come ti ha cambiato, se lo ha fatto?
Mi ha insegnato che la vita quando ti racconta che tutto va bene in realtà ti sta accarezzando per dirti: “Preparati anche al peggio mentre sorridi”. E tu devi essere pronto.

Mi ha lasciato un pieno d’amore, per come si è svolta la mia quarantena diciamo che sono riuscito a produrre del bene in modo violento, bellissimo.

Mi ha cambiato in meglio da domani, anzi da oggi; prima la vita, poi tutto il resto. Ho trascurato troppo e tanto. Non succederà mai più. Ringrazio Dio di essere ancora in piedi.

Il tuo lavoro di giornalista riempie gran parte della tua vita e del tuo tempo. Cos’è, per te, questa professione?
Non è una professione, ma una missione, soprattutto se hai la capacità di utilizzarla per far del bene agli altri. Ovviamente questo l’ho imparata grazie alla Pandemia. C’è chi si ferma al “titolo”, al tesserino; ma prima ci vogliono talento e cuore.

Nel percorso di una carriera, sicuramente ci sono stati momenti fondamentali e persone che ti hanno aiutato: a chi devi dire grazie (oltre naturalmente e a te stesso)?
C’è una persona in particolare che ti ha insegnato più di altre?
In 21 anni ci sono troppi grazie e spero ce ne saranno degli altri. Dico grazie alla prima persona che ha creduto in me. Forse senza lui nulla sarebbe partito. Grazie Aldo. Lui sa. Forse anche voi… un uomo pieno di sorrisi e canzoni. Grazie di cuore.

Cosa ti piace del mondo dello spettacolo, del- la tv e del gossip?
Mi piace tutto ciò che mi tiene lontano dal telefonino o dai social e alleggerisce la mia testa per quanto riguarda la tv. Mi piace studiare le serie, molte le guardo in lingua originale con i sottotitoli (ovviamente) perché rendono il tutto ancor più vero. In questo momento credo che gli spagnoli, grazie a prodotti come “La casa de Papel” , “Vis a Vis”, “Élite”, “Toy Boy” eccetera, abbiano dato un grande schiaffo al mondo degli “scrittori in tv”.
Il gossip? Mi piace soprattutto quando chi si racconta ti rivela qualcosa che resta e non le solite cazzate del “va tutto bene”.

L’episodio in cui, più di ogni altro, ti sei sentito un Vip…
Nessuno perché non lo sono e non lo sarò mai.

Come ti definisci nei confronti degli altri colleghi?
Io sono un lupo solitario, se è giusta come definizione. Prima del Covid-19 avevo tante persone come punto di riferimento. Oggi si sono quasi azzerate. Soprattutto alcuni “grandi” mi hanno profondamente deluso. Ma amen. Giornalisti… personaggi… vip… molte volte in questi concetti c’è sempre la stessa persona. Stimo molto in questo momento Mario Giordano. E devo molto al dottor Maurizio Costanzo.

Se incontri un progetto valido, lo appoggi o lo nascondi?
Lo nascondo immediatamente fino a quando non è passato un minuto dalla messa in onda o dalla pubblicazione. Sono “abbastanza” scaramantico.

Il momento più felice della tua carriera?
Sicuramente ho avuto la fortuna di portare in onda il progetto “Seconda Vita”. Era da tempo che sognavo una cosa mia. Ringrazio Discovery e il direttore Laura Carafoli. Quel giorno ho pianto al bar Taveggia dopo aver firmato il contratto. Non potrò mai dimenticarlo.

Il momento più difficile?
Troppi. Uno in particolare che a tempo debito racconterò. Anzi due. Il secondo è nato proprio durante questa pandemia.

Maria Verderio

IL COMMERCIANTE ASSESSORE MARCO LAMANNA

IL COMMERCIANTE ASSESSORE MARCO LAMANNA

Come si svolgevano le tue giornate prima di questa emergenza virus?
Le mie giornate si svolgevano: come ormai da 12 anni a questa parte; andavo al bar prestissimo per le colazioni, verso metà mattina, dopo aver consultato qualche fornitore, mi organizzavo la giornata lavorativa, andando a far la spesa in più supermercati per garantire ogni giorno la freschezza del prodotto e finendo, così, molte ore dopo l’aperitivo serale.

Cos’hai fatto in questo periodo?
A livello di bar siamo ovviamente rimasti chiusi per tutto il mese di marzo, cominciando poi a fare consegne a domicilio su prenotazione per i residenti di San Zeno Naviglio, mio paese di residenza e dove si svolge la mia attività.
Essendo un amministratore comunale(assessore al commercio più precisamente) ormai da quasi due anni, sono stato impegnato, assieme a tutta la giunta ed ai volontari di San Zeno, per fronteggiare questa emergenza; non ricordo una cosa del genere da quando ho memoria.

Sono stato con la famiglia, riscoprendo cose che magari una volta si davano per scontato, mi sono messo a disposizione come volontario per consegnare la spesa alle persone più fragili o ai signori più anziani.
Una bella esperienza di vita!

Cosa ti manca maggiormente?
Cosa mi manca???? TUTTO!!
Ho un’attività che si basa sul contatto con la gente,che per un’attività come la mia è davvero tutto. Puoi servire una buona colazione o un buon aperitivo, ma è il contatto umano che fa la differenza. Quel contatto umano che faceva si che, dopo una giornata lavorativa, uno venisse al bar per rilassarsi, per fare due chiacchiere o per passare un paio d’ore di spensieratezza… la valenza sociale del bar!

Cosa si potrebbe fare per aiutare le attività come la tua?
Le attività come la mia, in questo periodo storico, sono quelle che soffrono di più, soprattutto quelle che hanno dipendenti e impegni da onorare. Apriremo per ultimi, e apriranno solo quelli che avranno la possibilità di garantire la sicurezza al 100 %.

“Ragazzi” non bisogna sottovalutare niente di questa fase due, tornare alla fase uno, per noi sarebbe la morte!

Come pensi di gestire il futuro?
Ci atterremo alle norme studiate dal Governo, dovremmo ridurre i posti a sedere ed utilizzeremo, come sempre nella stagione estiva, lo spazio all’esterno, tenendo le distanze dovute.
Bisognerà pur ripartire per dare un minimo di speranza alla gente, perché è di quella che adesso c’è bisogno.

Vuoi mandare un messaggio a tutti i tuoi clienti?
Come già anticipato, mi sono attivato da più di un mese con consegne a domicilio, ognuna di essa fatta, ovviamente in sicurezza, ma anche in appositi contenitori sui quali vi è scritto ogni giorno, un messaggio di speranza diverso.
È stato bello e soddisfacente vederlo condiviso sulle diverse bacheche.

Un messaggio al nostro governo?
Il Governo ha l’obbligo di non dimenticare nessuno, così facendo si rafforzerà quell’idea di nazione che ritroviamo durante le partite di calcio della nostra nazionale.

Un messaggio per tutti gli esercenti al commercio!
Non dobbiamo cedere allo sconforto in questo momento di difficoltà, abbiamo una valenza importante per il tessuto sociale. La gente dopo questo periodo, magari scoprirà che andare a far la spesa sotto casa, vivere i nostri negozi, le nostre attività e la gente del proprio comune, non è poi così male, una lezione che anche io ho imparato ancor di più da quando ho la fortuna di amministrare questo splendido paese!

GRAZIELLA ANIQUETTO –  TRA CUCITO, MASCHERINE E AMORE PER I GATTI

GRAZIELLA ANIQUETTO – TRA CUCITO, MASCHERINE E AMORE PER I GATTI

Come è possibile trovare la propria strada tra amore per gli animali, un periodo storico in cui editoria e spettacolo sono sempre più in sofferenza, e un lontano amore per aghi e fili che risuona dentro al cuore? Lei è riuscita a… imbastire tutto.

Quando l’ho incontrata per la prima volta, ho pensato a una fatina. Sì, perché Graziella porta con sé una particolare eleganza, un fascino misterioso e mai esibito, ma soprattutto una dolcezza che si esprime attraverso quei suoi bellissimi occhi scuri. A volte, ora che ho avuto l’occasione e la fortuna di conoscerla meglio, si sottovaluta un po’ e forse lei stessa è la prima inconsapevole di tutte le qualità che gli altri vedono in lei. Ora ha avuto la bellissima idea di cucire personalmente alcune mascherine per aiutare i bisognosi.
Vi racconto tutto nell’intervista che Graziella ha rilasciato in esclusiva a Pet&People magazine.

Quando hai capito che cucire era un tuo talento?
Mi è sempre piaciuto cucire. Non so se sia un vero e proprio talento, una passione sicuramente. Fin da piccola guardavo nonna farlo e ho provato io stessa qualche volta, ma non ho mai pensato potesse diventare un’occupazione seria. Poi, qualche anno fa, in un periodo in cui ero rimasta senza lavoro trovai un volantino che sponsorizzava una scuola: corsi di taglio e cucito. Senza nemmeno pensarci mi sono ritrovata a frequentarla. Lo scorso anno ho conseguito l’attestato.

Continuo a seguire il corso per migliorare, mi trovo bene sia con le compagne sia con l’insegnante che è meravigliosa. Mi diverte molto creare i vestiti per me.

In tempo di Coronavirus, hai scelto di con- fezionare mascherine? Perché?
All’inizio me lo ha suggerito Daniela, una mia carissima amica. Lei mi incoraggia sempre a creare e, in questo caso, scherzando mi diceva che potevano diventare un ottimo business. Poi quando ho visto che qui da noi in Brianza non se ne trovavano, ne ho confezionate inizialmente due per necessità, una per me e una per il mio compagno, per poter uscire di casa. E così ho scoperto che le persone le apprezzavano. Ora ne sto facendo alcune su richiesta.

Cani e gatti tra i soggetti preferiti. È stata una scelta, una richiesta o una casualità?
È stato casuale, ma dovuto alle mie scelte, diciamo.
Ho iniziato a confezionare le mascherine quando era già cominciato il lockdown e quindi mi sono dovuta accontentare della stoffa che avevo a casa. Di solito quando vado in un negozio di stoffe finisco sempre nel reparto scampoli e prendo inevitabilmente qualche pezzo con le stampe di cani e gatti perché sono i miei soggetti preferiti. In genere uso questo tipo di stoffa per fare le classiche sporte della spesa. Fra tutte le stoffe che avevo a disposizione, ho pensato che queste potessero essere soggetti adatti anche per le mascherine e così ho iniziato a utilizzarle per questi particolari articoli.

Se avessi la possibilità di scegliere un desiderio, cosa sceglieresti?
In questo momento, la prima cosa che viene in mente, ma credo sia così per tutti, è che finisca la pandemia e si trovi una cura o un vaccino efficace per combattere il Coronavirus così che tutto possa tornare alla normalità. Se dovesse essere invece qualcosa legato strettamente alla mia persona, anche se può sembrare banale, mi piacerebbe trovare la mia stabilità professionale. Non sarebbe male!

Sappiamo che i gatti sono la passione. Ci parli della tua esperienza più significativa con un animale domestico?
Ho avuto molti animali, gatti e due cani stupendi, ma sicuramente la più significativa è stata quella con Oscar. Oscar era un gatto, era… perché è mancato il 27 febbraio 2019, a 17 anni. Ero all’ultimo anno di superiori, la gatta di Valentina, mia compagna di classe, ebbe dei gattini e io adottai uno di quei batuffoli tigrati: Oscar. Aveva un carattere difficile, era indipendente, dispettoso e testone. Un gatto che miagolava pochissimo e non faceva fusa. O meglio, non regalava fusa a nessuno, perché quando eravamo soli, io e lui, e mi veniva in braccio, si sentivano basse basse. Quelle fusa, così strane e lievi, avevano la capacità di rimettere insieme i miei pezzi nei momenti no. E lui lo sapeva. Siamo cresciuti insieme, vivevamo praticamente in simbiosi. Sono stati 17 anni meravigliosi e quando se n’è andato mi ha lasciato un vuoto enorme. Ho tatuato il suo nome sulla caviglia in suo ricordo, indelebile come lui.

A dicembre io e il mio compagno abbiamo adottato un gatto randagio, mio papà lo ha trovato abbandonato e non me la sono sentita di lasciarlo al suo destino. Più che un gatto è un cartone animato, di fusa ne fa anche troppe oltre a russare perché ha la rinite cronica. Lo abbiamo ribattezzato Gandalf Grigino, è uno strano personaggio. Un legame come quello che ho avuto con Oscar non lo avrò credo mai più con nessun altro gatto, però ammetto che gli voglio già bene!

Se volete ordinare le mascherine o chiedere informazioni potete rivolgervi a gra.aniquetto@alice.it

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Maria Velderio

FRESCO – LOCANDA PESCE E PIZZA

FRESCO – LOCANDA PESCE E PIZZA

Come hai passato la quarantena?
L’ho passata a casa con mio figlio e mia moglie, facendo qualche breve uscita giornaliera per portare fuori il cane, e fare la spesa ogni 10 giorni circa.

Cosa ti ha insegnato?
Più che insegnato mi ha dato conferma che non bisogna mai dare nulla per scontato, purtroppo siamo molto vulnerabili per eventi come questo che non dipendono da noi.

Come pensi di affrontare la ripartenza?
Dal 4 maggio iniziamo con l’asporto e la consegna a domicilio, una nuova avventura per noi che di sicuro non ci fa risolvere i problemi riscontrati in 2 mesi di chiusura ma di sicuro ci serve per accendere i motori e poter accontentare i nostri clienti più affezionati… con la speranza che vada tutto bene e si possa ritornare ad accogliere i clienti dal 1 giugno.

Cosa ti è mancato maggiormente?
Facendo un lavoro che mi appassiona mi è mancato per primo il contatto con i clienti, soprattutto quelli affezionati, anche se con tanti di loro continuo a messaggiarmi anche in questo periodo di stop. Anche il rapporto quotidiano con la squadra del fresco mi è mancato tanto, ormai sono diversi anni che collaboriamo insieme e si può dire che siamo come una famiglia.

Un messaggio per i tuoi clienti?
Vi aspettiamo presto, in tanti hanno manifestato la loro solidarietà e vicinanza in questo periodo un po’ buio. Torneremo presto a fare festa, a Napoli si dice “adda passà a nuttata” (deve passare prima o poi la nottata)

Un messaggio per i nostri lettori?
Spero che possiamo presto tornare tutti ad abbracciarci e a godere delle cose belle che ci offre la vita!

Cosa farai appena finirà il lockdown?
Per ora devo dare priorità al lavoro, capire bene come rendere sicuro il più possibile il locale per i nostri clienti e per noi addetti, appena fatto però devo correre a Napoli a riabbracciare mia mamma, le mie sorelline e mio nonno.

L’EMERGENZA METTE ‘LE ALI’ A E-COMMERCE

L’EMERGENZA METTE ‘LE ALI’ A E-COMMERCE

Secondo una ricerca di Nielsen l’emergenza legata all’epidemia sta facendo decollare le vendite, soprattutto online.
Le misure imposte per arginare il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus stanno cambiando profondamente le abitudini dei consumatori.
Esercizi commerciali chiusi, smart working, quarantene forzate costringono le persone a condurre una vita molto più casalinga e gli effetti si leggono immediatamente sugli acquisti.

Quali sono i settori più interessati all’e-commerce in Italia?
Per quanto riguarda i settori che nel corso del 2019 hanno potuto constatare un aumento notevole del fatturato, possiamo sostenere ancora una volta che il primato va alla cosiddetta categoria del “tempo libero”, che detiene il 43% del fatturato totale degli e-commerce: questa fetta di mercato cresce principalmente grazie al gioco online.

Proseguirà anche per il 2020 l’inarrestabile ascesa del settore “salute e bellezza”, che secondo gli esperti potrà registrare un aumento del 25%: nonostante la diffidenza dei primi anni, questo settore sta vivendo una vivace rinascita, grazie anche ad una presenza sempre più consistente delle farmacie online. In questo clima benevolo, s’inseriscono anche la moda (che tende a crescere oltre 18%), l’elettronica di consumo, casa e arredamento e alimentare (+17%) ma potrebbe esserci anche un aumento nel settore degli oggetti decorativi, dei mobili, dell’home & garden.
In effetti niente, soprattutto oggi, può superare la comodità degli acquisti online.

Moltiplicazione dei punti di accesso
I principali motori del dinamismo sono la moltiplicazione dei punti accesso – desktop, tablets, smartphone, TV, automobili.

Cresce anche la popolazione connessa, aumenta l’offerta e la comparazione. Tutto normale, considerando che ormai l’80% della popolazione italiana è connessa alla rete.

Aumenta l’offerta, aumenta la domanda, i mercati si fanno concorrenziali ed è normale attendersi che la vendita media di una attività online diminuisca prima di stabilizzarsi. Inoltre, all’aumento del numero delle persone che comprano online, diminuisce anche il numero medio delle transazioni per acquirente.

Ultimo dato da considerare è che a questi ritmi di crescita, entro il 2020 si raggiungerà il limite delle persone che acquistano online in Italia, dato dal limite fisico della popolazione esistente.

E-mergenza? E-commerce!

In questi ultimi anni utenti di tutto il mondo effettuano sempre più acquisti di beni e servizi online. È aumentata anche la crescita di acquisti di beni di consumo che solo ultimamente sono disponibili per l’acquisto online. Un sito E-commerce rappresenta numerosi vantaggi per un’azienda che vende beni o servizi online. Se desideri aprire il tuo negozio online, puoi scegliere tra i migliori professionisti a chilometro ZERO.

In questo momento critico e difficile, in cui tutti ci troviamo e ci troveremo a dover affrontare una grave crisi economica, i due giovani imprenditori bresciani Attilio Feder e Bruno Scrivanti, hanno deciso di dare il loro contributo a imprese e professionisti.

Visti i vincoli e le difficoltà di spostamento, il loro impegno è quello di realizzare siti e-commerce a basso costo e in brevissimo tempo, con l’obiettivo di consentire alle aziende di continuare a vendere i loro prodotti e cercare di arginare le perdite.

Costruiranno il vostro e-commerce completamente personalizzato sulle vostre esigenze, sviluppato con le più moderne tecnologie, ottimizzato e indicizzato per i motori di ricerca e navigabile da pc, tablet e smartphone.

Per tutto il periodo della quarantena e co- munque fino a diversa comunicazione, si impegnano insieme al loro staff a realizza- re le vostre richieste in tempi rapidissimi e ad un prezzo straordinario!

Approfitta subito di questa incredibile opportunità!

Vai su www.hexagonse.com per scoprire i dettagli dell’offerta!

Caterina Musciarelli