“Montalbano sono!”

La meta è dunque la città di Ragusa e nello specifico, la parte del centro storico chiamata Ibla. Partendo da Caltagirone in un’ora e mezza siamo già alla periferia della città e ne godiamo la splendida conformazione degli edifici arroccati sopra un’altura, tipica di tanti borghi siciliani. Aguzziamo la vista per trovare le indicazioni per il centro storico di Ragusa Ibla, ma non è così semplice. Cartelli pochi, anzi inesistenti, quindi ci dobbiamo arrangiare chiedendo ai vari passanti. Ci servono ben tre soggetti diversi, incontrati in tre punti distinti del tragitto, per avvicinarci al centro che stiamo cercando, ma poi finalmente ecco comparire come un miraggio, un minuscolo cartello giallo con indicato la meta agognata. Ragusa Ibla è la zona del centro storico che contiene numerosi palazzi e monumenti in stile barocco e parecchi di essi sono anche patrimonio dell’Unesco. Parcheggiamo le moto in un vicolo ombreggiato, visto che la giornata di oggi è veramen-te assolata, e proseguiamo a piedi l’ultimo tratto verso la piazza principale. La strada è leggermente in salita, ma questa ascesa è solo un preludio per quello che ci sta aspettando. Negli sceneggiati tratti dai libri di Camilleri, qui a Ragusa Ibla viene ambientata la città di Vigata sede del Commissariato. Noi arriviamo proprio nella magnifica Piazza Duomo e ci troviamo di fronte il Duomo di San Giorgio con la famosa scalinata frontale ed a fianco il Palazzo Comunale. Non c’è da meravigliarsi se la scelta delle location è caduta proprio su questi posti, la Piazza è stata sede di numerose riprese televisive anche perché è una natu-rale scenografia perfetta e di infinita bellezza. Percorriamo a piedi la piazza godendoci lo splendore di questo luogo, passiamo sotto le palme per usufruire di un po’ d’ombra e giunti quasi vicino alla scalinata del Duomo ci sembra di udire delle voci. Sarà il caldo forse, o solo la forte immaginazione di essere all’interno di un set cinematografico, ma le voci continuano ad insistere:

“ Voi due vi muovete a togliervi dai “cabbasisi” che dobbiamo ricominciare con le riprese!”… ”

Mani in alto a PALAZZO MORANDO

Fino all’11 febbraio a Milano, nelle sale di Palazzo Morando, Vallanzasca e compagni la fanno da padroni. Basta udirne il nome per ricordare un passato diverso, retrogusto melenso di un romanticismo criminale.

La rassegna è curata da Stefano Galli, promossa da Comune di Milano – Cultura, Direzione Musei Storici, organizzata dall’Associazione Spirale d’Idee con la Polizia di Stato che ha collaborato per la ricerca e la scelta della documentazione e delle fotografie e nella selezione delle strumentazioni tecniche e degli arredi di ufficio originali, in uso alla Questura di Milano e custoditi presso gli archivi ed il Museo Storico della Polizia di Stato, e per la scelta delle armi in uso a quell’epoca e messe a disposizione dalla Fabbrica d’armi Pietro Beretta S.P.A. L’iniziativa ha il patrocinio della Polizia di Stato, della Regione Lombardia e della Città metropolitana di Milano è inserita nel palinsesto di Novecento italiano. Niente fotocamera da infiniti mega pixel: quelle affisse sono fotografie in bianco e nero, raccolte dagli anni Quaranta alla metà degli anni Ottanta e divenute testimonianza di atti di antica memoria, ora scomparsa e relegata agli annali della Corte d’Appello. 170 immagini d’epoca, documenti e “strumenti del mestiere” che testimoniano gli “anni di piombo”, attraverso un percorso espositivo che parte cronologicamente dal 1958 con la famosa rapina di via Osoppo. L’assalto al portavalori che trasportava seicentoquattordici milioni di Lire fu definito “il colpo del secolo”, realizzato senza sparare un solo colpo. Purtroppo, nel ventennio successivo, Milano cominciò ad assomiglia più al Far West che al polo industriale del Nord Italia: in città e nell’hinterland nascono gruppi dediti a gioco d’azzardo, prostituzione e rapine milionarie. Inutile dire che i volti dei protagonisti di una stagione di sangue e banconote sono ancora ben impressi nella memoria collettiva. Renato Vallanzasca – detto “Il bel Renè” -, Francis Turatello, Angelo Epaminonda, Ezio Barbieri e molti altri erano i signori di una metropoli in continuo mutamento, che di giorno lavorava senza tregua mentre di notte si popolava di bische e night club. La mostra rievoca le atmosfere dei quartieri della mala, proponendo un focus in grado di fare luce su un mondo che vive nell’ombra per definizione. Palazzo Morando dà spazio anche alla controparte legale, con approfondimenti sulle forze dell’ordine il cui compito era cercare di arginare la dilagante criminalità. Il Commissario Mario Nardone e il futuro Questore Achille Serra rappresentano l’altra faccia della città. Si allontanino per un attimo occhi e orecchie, sospetti e inganni, da quartierini e furbetti più o meno noti, per puntare lo sguardo verso l’epicentro lombardo della malavita. Dei capitoli più crudi della storia recente, Milano crea una mostra in cui il ricordo è la vera chiave interpretativa. Nessuna complessa cifra stilistica, nessua interpretazione astratta, nessun concettualismo latente – e forse inesistente. Ciò che conta è quel misto di paura e inconsapevolezza, vissuto per decenni in strade che ancora puzzano di polvere da sparo.

COCKTAIL DEL MESE

COCKTAIL DEL MESE

INGREDIENTI

  • 10cl Sanbitter
  • 5cl Vermouth Bianco
  • 1 Splash di soda
  • Ghiaccio a cubetti

PREPARAZIONE 

In un calice baloon, con abbondante ghiaccio, versare 5 cl di Vermouth bianco, una bottiglietta di Sanbittèr e completare con uno splash di soda.

Far fuoriuscire gli olii essenziali della scorza di limone sopra al drink, passare la scorza anche sul bordo del calice e usare la stessa come decorazione.

Aggiungere la menta e servire.

 

 

Passate a provarlo al Coco Beach di Lonato

Via Catullo 5, Lonato del Garda (Brescia) 

 

Quale sarà il Drink più “ UP ” ?

Mandaci la tua proposta a: comunicazione@duesseadv.it se vuoi vedere il tuo drink nella rubrica del prossimo mese.

 

TOUR DEL GUSTO | Luglio

TOUR DEL GUSTO | Luglio

POLIPETTI DEL TIRRENO ALL’AROMA DI BASILICO.

Ingredienti

  • Polipetto del tirreno
  • cous cous
  • Verdure distagione
  • ( carote, zucchine, pomodorini, melanzane)
  • Bisque di gamberi
  • Olio Evo aromatizzato
  • Basilico

Procedimento

  1. I polipetti vengono cotti, dopo esser stati puliti, a bassa temperatura (62 gradi centigradi per 30 minuti), in una busta sotto vuoto con aromi, salsa di pomodoro e bisque di gamberi.
  2. A parte viene realizzato il cous cous cotto con acqua, sale e olio Evo, poi condito con verdure di stagione quali carote, zucchine, pomodorini ciliegino e melanzane (tutte le verdure sono a chilometro zero e vengono raccolte dalla nostra contadina Serafina dell’azienda agricola il Frutto in via Stretta).
  3. Infine l’olio al basilico per infusione a 60 gradi per 1 ora, sotto vuoto e poi filtrazione.
  4. Il piatto poi è assemblato formando una base di cous cous, aggiungendo i polipetti con la loro salsa di cottura ed infine l’olio al basilico
 
 
 
 
 
 

Quale sarà il prossimo “ Piatto Star” ?

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MISS FRANCIACORTA

MISS FRANCIACORTA

Nel nuovo appuntamento della rubrica di Brescia Up dedicato alle interviste incontriamo Daria Casari, vincitrice di “Miss Franciacorta in Malto 2019” e “Miss Brescia Up”.

• Ciao Daria, benvenuta. Parlaci un po’ di te.
Sono Daria Casari, ho 23 anni e sono di Ghedi. Sono una studentessa in Economia e Gestione delle imprese all’Università degli studi di Brescia. Amo la moda, infatti sono diplomata in “Fashion Design” presso l’Istituto Fortuny.

Come è nata la tua passione per la moda?
La mia passione per la moda è nata da bambina, creando i miei primi vestiti per le Barbie e da lì ho iniziato ad intraprendere gli studi di Fashion Design. È una passione che mi ha trasmesso mia madre, dato che anche lei da giovane ha studiato moda. La vedevo sempre creare abiti meravigliosi davanti la macchina da cucire. La creatività è una dote di famiglia! 😉

Per quanto riguarda le sfilate, come è nata invece la passione?
È nata quando avevo 15 anni. Ero al mare e, in spiaggia, mia madre aveva visto un annuncio dove cercavano ragazze per partecipare al concorso “Miss Baracchino”. Lei mi ha detto di andare ed io ho accettato. La difficoltà era sfilare con i tacchi sulla sabbia… è gia tanto che non mi sono rotta qualcosa. (ride…) È stata un’esperienza “traumatizzante” ma comunque divertente. Dopo quella esperienza, dove non ho vinto, ho fatto un po’ di servizi fotografici, abbandonando le sfilate. Un giorno, però, vedo l’annuncio su Facebook di “Miss Bagaglino” e ho deciso di provare.

Che emozioni provi quando sfili?
Non mi sento in sfida con le altre, anzi mi diverto tantissimo. E questo mi ha permesso di creare belle amicizie con diverse ragazze.

Parliamo di “Miss Franciacorta in Malto 2019”, tenutosi il 14 giugno a Castegnato. Ti aspettavi di vincere?
Per niente. Pensavo vincessero le altre ragazze in quanto ero ferma da un anno con le sfilate e quindi non ero sicura di me stessa sulla passerella. Quando, al momento della proclamazione, hanno detto il mio nome non ci potevo credere. Ci ho messo un po’ di tempo prima di scendere dalla scalinata. Ero molto emozionata.

E per quanto riguarda “Miss Brescia Up”, ti aspettavi di vincere? Come ti senti a rappresentare tutti i lettori di Brescia Up?
Sinceramente no, non me l’aspettavo però sono stata molto felice di aver avuto questo onore. So che Brescia Up è una rivista molto importante per il nostro territorio ed è per questo che spero di poterla rappresentare al meglio.

Daria, quali sono i tuoi progetti futuri?
Spero di laurearmi al più presto e di intraprendere la carriera da imprenditrice, che è uno dei miei sogni nel cassetto.

Hai altri sogni nel cassetto?
Ne ho un bel po’ di sogni nel cassetto. (ride…). Avendo la passione anche per gli abiti da sposa, mi piacerebbe, in futuro, aprire un mio Atelier con abiti creati da me.

Manda un saluto a tutti i lettori di Brescia Up.
Saluto e mando un bacio a tutti i lettori di Brescia Up!

 

La nostra Miss è giovane e ha ancora tanti progetti da realizzare. Ringraziamo ancora Daria per la gentilezza e disponibilità, augurandole di trovare la sua strada e speriamo di incontrarci tra qualche anno per parlare dei suoi successi e nuovamente dei progetti per il futuro… che auguriamo brillante!

 

Jessica Spagnuolo

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