“Gli italiani perdono le partite come fossero guerre e le guerre come fossero partite.” -W. Churchill

Da qualche settimana sto riflettendo sui miei obiettivi annuali e su un errore che ho commesso più volte nel rincorrerli . E più penso a questo errore e più mi torna in mente un ruolo calcistico: il mediano…

Ve lo ricordate quel brano di Ligabue? “Una vita daa mediano, a recuperar palloni, nato senza i piedi buoni, lavorare sui polmoni […]. Una vita da mediano, da chi segna sempre poco, che il pallone devi darlo, a chi finalizza il gioco […].”

Diciamocelo, il mediano è lo sfigato di una squadra di calcio, quasi peggio del portiere. Gioca nelle retrovie, è sempre a servizio dei compagni, corre fino a farsi scoppiare i polmoni e quando riesce a passare una buona palla all’attaccante che la infila in porta, non si prende neanche uno straccio di applauso. Un lavoraccio. Chi vorrebbe giocare da mediano? Nessuno. Vogliamo essere tutti degli attaccanti. Vogliamo segnare. Vogliamo la gloria. Sì, vabbé, ho capito: la solita importanza del duro lavoro e del sacrificio per raggiungere i propri obiettivi. No, onestamente in queste settimane stavo riflettendo su altro. C’è infatti una caratteristica del ruolo del mediano che lo contraddistingue rispetto agli altri giocatori e sono sempre più convinto che questa stessa caratteristica sia spesso trascurata quando lavoriamo sui nostri obiettivi.

RAGGIUNGERE I PROPRI OBIETTIVI “Recuperando Palloni”

“Nel calcio come nella vita non basta segnare. Bisogna vincere.”

Alla prossima, Emanuele Zarcone

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