Cari lettori, né web-masters, né neteconomisti: la professione emergente nel terzo millennio è un’altra: l’opinionista.

Lasciando stare i divertenti discorsi da bar, prendiamo in considerazione le caratteristiche dei soggetti presenti nei mass-media, soluzione prossima ventura all’annoso problema della disoccupazione.

La figura, già nota a livello amatoriale, si trova laddove la porta il gettone di presenza: si tratta in genere di persone che, pur avendo una qualche competenza, vedi medici, studiosi, politici, professionisti e mogli di…, si sono riciclate nel nuovo settore, forse per provare il brivido della cretinata. attività produce un’incontrollata fascinazione su molti, che mantengono tuttavia tracce dei retaggi primitivi.Spesso il linguaggio tradisce solide basi culturali tali che nemmeno il barocchismo sfrenato delle argomentazioni riesce a celare. Una variante di successo è l’opinionista, rivoltabile come un vecchio cappotto e adatto a tutte le stagioni, comprese le mezze, se mai tornassero, l’opinionista di questo tipo ha furoreggiato negli ultimi anni, data la sua maggior adattabilità alle dure regole della sopravvivenza mediatica. Un grande progresso nell’evoluzione di questa figura professionale si è avuta con l’affermazione dei giovani del Grande Fratello: chiamati a dire la loro, hanno avuto occasione di esprimere tutto quello che non sanno, però ben dettagliato. Un requisito indispensabile pare essere l’esprimersi in dialetto, meglio se poco comprensibile: il romanesco non vale perché è quasi lingua nazionale, il casertano in ascesa, grande audience prevista per bergamasco e ladino, solo nei circoli culturali più in… Dall’opinionista per caso passeremo all’opinionista patentato, un pò scolastico, che guarda fiducioso al futuro, già si sta adattando…

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